Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli, legamenti e tessuti connettivi che tengono al loro posto gli organi pelvici: vagina, utero, vescica, uretra, intestino tenue e retto. Si può immaginare come un’amaca di muscoli che, dal fondo del bacino, sostiene vescica, intestino e vagina.

Saperlo disegnare, però, serve a poco. Serve molto di più sapere che sono muscoli veri, che si allenano, e che il modo in cui li alleni conta quanto il fatto di allenarli: c’è un errore che molte donne fanno proprio mentre pensano di fare la cosa giusta.

una donna seduta sul pavimento della cucina bacia la testa di un figlio mentre l'altro si appoggia a lei

A cosa serve

Il pavimento pelvico aiuta vescica e intestino a funzionare normalmente, evitando perdite inaspettate di urina o feci e l’uscita involontaria di aria. Mantenerlo forte e in salute contribuisce anche a preservare la funzione sessuale.

In breve. Il prolasso è spesso legato ai cambiamenti di gravidanza e parto, ma può colpire anche donne che non hanno mai partorito. Tende a ricorrere in famiglia e può dipendere da invecchiamento, cambiamenti ormonali della menopausa, obesità, malattie del tessuto connettivo, traumi del pavimento pelvico e isterectomia. Anche gli uomini hanno un pavimento pelvico. Gli esercizi per rinforzarlo sono consigliati agli uomini con incontinenza da sforzo, soprattutto dopo un intervento alla prostata, e a chiunque abbia incontinenza fecale. Uno schema di esercizio indicato: svuotare la vescica, contrarre i muscoli del pavimento pelvico contando fino a 10, poi rilassarli completamente contando fino a 10. Ripetere 10 volte, 3–5 volte al giorno, tenendo rilassati addome, glutei e cosce. Fonti: American College of Obstetricians and Gynecologists e altri.

I suoi muscoli, disposti su più strati sotto vescica, intestino e utero, sostengono questi organi e controllano la vescica, il retto e la vagina. Si contraggono e si rilassano tutti insieme.

una donna mescola una pentola ai fornelli con il bimbo sul fianco, in una cucina con muro di mattoni

Come allenarlo

Molte donne sbagliano gli esercizi di Kegel, come si chiamano spesso queste contrazioni: spingono verso il basso invece di tirare verso l’alto e così possono peggiorare un prolasso. L’errore non si vede da fuori. La fatica si sente in entrambi i casi, quindi controlla la direzione del movimento prima di contare le ripetizioni.

Per riconoscere questi muscoli puoi iniziare a urinare e poi fermarti, ma solo come prova, non come abitudine: senti stringersi e salire la zona di vagina, vescica o ano. Sono gli stessi che contrai per trattenere l’aria intestinale. Allenali da seduta, non durante la minzione.

Il movimento corretto è stringere e salire. Se hai dubbi sui muscoli da contrarre o sulla direzione, un fisioterapista del pavimento pelvico può controllare il gesto con te, misurare la loro forza con dei sensori e mostrarti come eseguirlo.

Prima dei disturbi

Nel Regno Unito il NICE (Istituto nazionale per l’eccellenza sanitaria e assistenziale) indica gli esercizi come primo trattamento per i disturbi del pavimento pelvico. Incoraggia tutte le donne e le ragazze dai 12 anni in su a farli regolarmente, anche senza alcun disturbo.

Dodici anni, cioè molto prima di qualsiasi gravidanza: lo stesso esercizio proposto a chi ha perdite viene consigliato a una ragazzina che sta bene. È un’indicazione britannica. Il principio però vale ovunque: questi muscoli si allenano prima di averne bisogno.

Eppure in un sondaggio britannico su 2.000 donne una su quattro ha detto di non averli mai fatti.

Anche gli uomini hanno un pavimento pelvico. Gli esercizi per rinforzarlo sono consigliati a quelli con incontinenza da sforzo, soprattutto dopo un intervento alla prostata, e a chiunque abbia incontinenza fecale.

Ripetizioni e frequenza

Per chi ha perdite da sforzo o di feci, uno schema generale prevede di svuotare la vescica, contrarre i muscoli contando fino a 10 e rilassarli del tutto contando fino a 10. Ripeti 10 volte, 3-5 volte al giorno, tenendo rilassati addome, glutei e cosce.

Fare di più non accelera i risultati: l’eccesso può affaticare i muscoli e aumentare le perdite di urina. Se senti fastidio all’addome o alla schiena mentre ti eserciti, probabilmente stai sbagliando il movimento. In quel caso fermati e ricontrolla la tecnica. Se il fastidio continua, chiedi a un fisioterapista di guardare come lo esegui.

Quanto aspettare

La maggior parte di chi li fa per perdite di urina o per il controllo intestinale nota qualche miglioramento dopo 4-6 settimane, ma per un cambiamento importante possono servire fino a 3 mesi.

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In gravidanza e dopo il parto

Gli esercizi consigliati per il dolore al cingolo pelvico rinforzano anche gli addominali e il pavimento pelvico. Il cingolo pelvico è però un’altra struttura. È l’anello di ossa alla base della colonna, e in gravidanza il suo dolore colpisce circa una donna su cinque.

Modello anatomico di bacino su una scrivania di legno, lettino e pianta sfocati sullo sfondo
Illustrazione creata con IA

Nelle settimane dopo il parto parla con il ginecologo dei cambiamenti del pavimento pelvico: è un buon momento per ricevere cure che possono aiutare a prevenire il prolasso, anche rivolgendoti a un fisioterapista specializzato nel pavimento pelvico.

Muscoli, fasce e legamenti

Il pavimento pelvico comprende tre strati. In alto la fascia endopelvica dà sostegno agli organi, in mezzo c’è il diaframma pelvico, formato da muscoli. Più in basso e in avanti il diaframma urogenitale è uno strato triangolare che sostiene gli organi anteriori e circonda lo sfintere uretrale.

Il diaframma pelvico comprende i muscoli elevatori dell’ano: puborettale, pubococcigeo e ileococcigeo. Ne fa parte anche il muscolo coccigeo. L’ileococcigeo contribuisce alla «piastra dell’elevatore», che aiuta a prevenire il prolasso posteriore. Il puborettale forma una fionda a U attorno al retto e ha un ruolo fondamentale nel mantenere la giunzione tra retto e canale anale.

Uretra e vagina attraversano lo iato urogenitale, un’apertura del pavimento pelvico delimitata soprattutto dai muscoli pubococcigeo e puborettale. Ai lati, alcuni legamenti completano il sostegno. Il sacrospinoso e il sacrotuberoso ancorano l’osso sacro al bacino e lo rendono più stabile, mentre il cardinale fissa l’utero e la parte alta della vagina alle pareti laterali della pelvi.

Tre zone, ognuna con i suoi sostegni

Nella visita e negli esami per immagini, il pavimento pelvico della donna si divide tradizionalmente in tre compartimenti. Nel compartimento anteriore, vescica e uretra sono sostenute soprattutto dalla fascia pubocervicale, il cui danno può causare incontinenza urinaria o cistocele; in quello centrale, paracolpo, parametrio e parti della fascia endopelvica sostengono vagina, collo dell’utero e utero, aiutando a prevenire il prolasso genitale; in quello posteriore, retto e canale anale sono sostenuti dalla fascia rettovaginale e dal corpo perineale, che impedisce all’apertura urogenitale di allargarsi, mentre un danno strutturale in questa regione può causare rettocele o enterocele.

Quando parlarne con il ginecologo

Se i muscoli del pavimento pelvico sono sotto sforzo o si indeboliscono, controllare vescica o intestino può diventare difficile e ne possono derivare incontinenza urinaria, incontinenza fecale e prolasso degli organi pelvici.

I disturbi possono comparire a qualsiasi età, ma soprattutto in gravidanza, dopo il parto e intorno alla menopausa, e tra i possibili sintomi ci sono: – perdite di urina improvvise o quando tossisci, ridi, starnutisci o sollevi un oggetto pesante – bisogno frequente o urgente di urinare – difficoltà a urinare – perdita involontaria di aria o feci – sensazione di qualcosa che sporge in vagina – infezioni frequenti della vescica – fastidio durante i rapporti.

Nessuno di questi segni basta da solo per una diagnosi. Ciascuno è però un buon motivo per parlarne con il ginecologo, anche se l’argomento ti mette in imbarazzo.

Perché compare il prolasso

Il prolasso è spesso legato ai cambiamenti di gravidanza e parto, ma può colpire anche donne che non hanno mai partorito. Tende a ricorrere in famiglia e può dipendere da invecchiamento, cambiamenti ormonali della menopausa, obesità, malattie del tessuto connettivo, traumi del pavimento pelvico e isterectomia.

Quanto è diffuso

Le stime misurano cose diverse. Una specialista statunitense, senza precisare se siano presenti sintomi, stima che il prolasso riguardi circa una donna su quattro intorno ai 40 anni, una su tre verso i 60 e la metà intorno agli 80.

Il collegio britannico dei ginecologi parla invece di circa una donna su dieci sopra i 50 anni con qualche sintomo, e ricorda che il prolasso lieve spesso non si fa sentire e non sempre va trattato. Conta come ti senti, non l’età. Un prolasso senza fastidio può non richiedere cure, mentre se disturba merita una visita.

Cosa aiuta e cosa no

Quando il prolasso c’è, gli esercizi per il pavimento pelvico possono non eliminarlo, ma probabilmente ne migliorano i sintomi. Il ciclo con una fisioterapista specializzata dura di solito 3-6 mesi. Conviene continuare gli esercizi anche se pensi all’intervento chirurgico.

Le procedure estetiche come il «ringiovanimento vaginale», invece, non curano il prolasso né sistemano la funzione del pavimento pelvico e possono anche fare danni.

Fonti

  1. American College of Obstetricians and Gynecologists. value is what Coveo indexes and uses as the title in Search Results.–> <title>5 Things I Wish All Women Knew About Pelvic Organ Prolapse : ACOG
  2. Diagnostics (Basel, Switzerland). MR Defecography Improves Diagnosis of Postoperative Pelvic Floor Dysfunction After Gynecological Surgery
  3. MedlinePlus (National Library of Medicine, National Institutes of Health). Pelvic floor muscle training exercises: MedlinePlus Medical Encyclopedia
  4. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Pelvic floor health : RCOG
  5. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Pelvic floor repair operation &#x2013; recovering well : RCOG
  6. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Pelvic girdle pain and pregnancy : RCOG
  7. Royal College of Obstetricians and Gynaecologists. Pelvic organ prolapse : RCOG